Datemi il sole, il mare e la pizza.. e io non vedro', non sentiro', non guardero'.
by: admin on Tue, 14 Sep 2010 at: 5:35 PM Go to: Previous Article Next Article
Carissimi, quando leggo blog sul meridione e su Napoli, molte volte vorrei non rispondere e quando lo faccio, spesso, vengo additato come un nemico del sud, o un qualunquista che specula.
Sono nato a Napoli e tranne i miei primi 6 anni (68/...74) passati a lavorare nei Vigili del Fuoco due anni a Torino e quattro a Milano, sono rientrato nella mia città e vivo quì. Ho una moglie Calabrese della Sila, e parenti a Matera dove mio padre aveva una tenuta agricola.
Per il mio lavoro ho girato ed operato in tutta la provincia di Napoli e parte della Regione, sempre per dare soccorso alle migliaia di chiamate che abbiamo avuto in questi miei quaranta anni di servizio, non solo per il soccorso tecnico urgente, ma anche per tutti gli altri compiti che sono prerogativa del Corpo, prevenzione incendio, lezioni ed esami per la 626, come disaster manager affiancando la protezione civile dopo che noi del Corpo lasciavamo i luoghi e le situazioni ormai stabilizzate.
Detto questo e sò che farò arrabbiare qualcuno, il Meridione ha solo due probabilità. La prima e che venga lasciato a se stesso e muoia definitivamente; la seconda che capisca e si renda conto che è finita un'era ed una epoca e che un sussulto di dignità e di speranza, deve venire innanzitutto da noi stessi e poi se del caso con sostegni da parte dello Stato, ma mirati e mai più a pioggia o per "mantenere" una certa quiete sociale.
Questa mentalità è stato il danno più grande che sia stato fatto al meridione, mantenendolo nella sua cultura sbagliata di saper vivere meglio degli altri, e che bastasse poco per vivere con i bei panorami, il sole, il mare e la pizza, non dimenticando le feste e la tarantella.
Sono false e menzognere anche quella dietrologia proprio meridionale e napoletana che vuole che eravamo una regione, un regno ed una città ricca, e che con l'unità d'Italia si sono presi tutto e portato al Nord.
Sotto il Regno delle due sicilie il popolo era in uno stato pietoso di povertà e di sudditanza immorale, non garantito dal Regno nemmeno nella sua sudditanza alle mafie, camorre ed altro, nelle campagne.
Ma la vulgata continua e sempre quella che il nord ci ha derubato delle nostre ricchezze. E si continua! Un altro grave delitto che abbiamo subito, ma accettato con enfasi, è stata la industrializzazione delle parti più belle e costiere del meridione, che avevano tutto un altro spirito.
Basta per esempio conoscere e capire cosa siano stati capaci di fare con Bagnoli-Coroglio e l'isola di Nisida. Una zona di una bellezza da togliere il fiato, e trasformata per posti di lavoro in una zona industriale che terminato il suo ciclo lavorativo ha degradato tutto; sabbia inquinata, mare inquinato, terreno dove erano gli stabilimenti inquinato con sversamenti a mare di tutto e di più.
L'isola di Nisida, dove vi è uno dei castelli borbonici, assegnata a carcere minorile per pochi ragazzi, ma chiusa da decenni all'uso turistico anche stanziale. Oggi oltre a questo scempio che ha solo mangiato soldi e soldi senza produrre nemmeno il disinquinamento della zone, infatti i camion venivano riempiti del materiale inquinato, uscivano da Bagnoli, rientravano da Coroglio e riversavano, per poi continuare il giro tondo, per mangiare soldi e soldi.
Tutti zitti e muti, giornali, magistratura, popolazione, società civile e non, tutti con la sola politica delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non guardo.
I problemi di una così inetta politica continuano ancora, purtroppo, perchè sono anni che anche il centro destra denunciava in dichiarazioni il malcostume o il mal governo di Bassolino e compani, ma non si sono mai dimessi, attaccati ai loro scrinni.
Poi vinte le elezioni, dopo aver denunciato anche lo sperpero dei consulenti esterni assunti dalla Rgeione, cosa hanno fatto, dismessi quelli nominati dal precedente Presidente, ed hanno assunto amici loro e di chi li aiuta ad avere la maggioranza.
E tutti zitti e muti. Eravamo sudditi del Regno e siamo passati ad essere sudditi dei politici, accontentandoci di plebende, sussidi e quant'altro, senza pretendere un piano di ristrutturazione generale e impegni per una nuova economia che punti sul turismo che è l'unica materia prima che abbiamo gratis e che è la specificità del meridione. Si punta ancora all'indistria e si perdono possibilità di crescita economica, sociale e di cittadinanza.
Su tutto c'è il malaffare, la camorra. Ma se non si capisce che è una guerra da dichiarare e occupare il territorio meridionale e non dare loro libertà di movimento, anche fisico, bloccando financo libertà costituzionali, non la si vincerà mai, e tutto resterà nello stato attuale che è arrivato al limite della decenza. Sui giornali, giornaliermente, si legge di arresti di spacciatori e chiusura di piazze di spaccio, il giorno dopo tutti liberi a rispacciare perchè la polizia li arresta e la magistratura li libera.
Uno scandalo nello scandalo. Qualcuno diceva in un libro ed in un film a seguito del libro: speriamo che me la cavi. Questa è la sola speranza di tutti i giovani meridionali, questa è la speranza per il lorro futuro.
E mi fermo quì.
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Enrico de Angelis e' semplicemente uno di noi, uno a cui interessa svegliare le menti dei giovani, perchè il futuro sono loro, e devono essere loro a prendersi in mano la speranza e la progettualità di potercela fare.
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